La Sublime Porta

"Signori e cavallier che ve adunati/ Per odir cose dilettose e nove,/ Stati attenti e quieti, ed ascoltati/ La bella istoria che 'l mio canto muove;"

Çarşamba, Aralık 03, 2025

Fatwa contro Giorgia Meloni, Elly Schlein, Laura Boldrini, Fabio Roia ed altri complici

 



Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso, e in virtù dell'autorità suprema conferita dal Califfato Ottomano, Noi, Beyazid II, Sultano di Costantinopoli, Custode dei Luoghi Santi e Protettore della Fede, emaniamo la presente Fatwa, quale decreto giuridico irrevocabile e vincolante per tutti i fedeli dell'Umma, in conformità ai principi eterni del Diritto Divino rivelati nel Sacro Corano e nella Sunna del Profeta, pace e benedizioni su di Lui – principi che, a differenza delle pagliacciate legislative italiane orchestrate da Giorgia Meloni e Elly Schlein in un cabaret bipartisan degno di un harem di cortigiane ipocrite e di jinn maliziosi che sussurrano all'orecchio dei tiranni, non si prestano a mode femministe radicali né a sentenze capziose di togati ambigui come un serpente nel deserto, ma restano saldi come le mura di Costantinopoli contro gli assedi dei crociati ignoranti, dei burocrati corrotti e dei demoni della demagogia che infestano i palazzi di Roma come sciacalli intorno a una carogna.



Considerato che le leggi promulgate dal regime di Giorgia Meloni, Primo Ministro della Repubblica Italiana, in complice e ipocrita armonia con l'opposizione rappresentata da Elly Schlein, costituiscono una flagrante e ridicola profanazione dei fondamenti della Giustizia Divina e della Ragione Illuminata da Allah, in quanto tali norme, intrise di un femminismo bipartitico distorto e grottesco che farebbe sbellicare dalle risate persino i jinn più seri e i dervisci rotanti in estasi mistica, ledono l'uguaglianza tra i sessi stabilita dal Creatore con la stessa grazia con cui un elefante ubriaco danza in un negozio di porcellane delicate e preziose, sovvertono il principio di presunzione di innocenza trasformando i maschi in capri espiatori perpetui e in burattini di un teatro dell'assurdo giudiziario dove il sipario cala solo con l'ergastolo, e impongono un giogo oppressivo sul genere maschile come se fosse una moda da passerella milanese sponsorizzata da Laura Boldrini e dalle sue consorelle, violando il comandamento coranico: "O uomini, Noi vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinché vi conosceste a vicenda. In verità, il più nobile di voi presso Allah è colui che più Lo teme" (Sura 49:13), che impone equità senza favoritismi basati su genere, ideologie umane fallaci o abbracci opportunistici tra "fasciste" e "comuniste" che si scambiano complimenti come vecchie comari al souk di Istanbul, fingendo unità mentre affilano i coltelli contro l'equilibrio divino; e ulteriormente considerato che queste "signore" della politica, con la loro "faccia morale" ipocrita e grinzosa come un fico secco lasciato al sole del deserto, osano chiamare alla mobilitazione generazioni di giovani maschi per future guerre contro presunte dittature come la Russia o altri spauracchi inventati, mentre dipingono il genere maschile come "colpevole a priori" e "eternamente oppressore" in talk show e decreti legge che puzzano di incenso femminista bruciato su altari pagani, rendendo assurdo ogni sacrificio per una "patria" che preferiscono chiamare "matria" e che valuta la vita di un uomo come carta straccia rispetto a quella di una donna, ignorando che Allah ha creato l'uomo e la donna come eguali nel Suo disegno cosmico, non come predatori e prede in un'arena femminista dove i leoni sono incatenati e le leonesse divorano impunite;




Considerato altresì che tale corruzione legislativa, degna di un bazar di mercanti disonesti che vendono aria fritta come elisir di giustizia, mina le basi stesse della società umana, promuovendo un "diritto a fare le stronze" – con ambiguità sadiche, umiliazioni gratuite e false promesse di paradiso erotico negate all'ultimo istante – che tutela capricci femminili e false accuse a danno di innocenti, come se il Sacro Corano permettesse simili giochi di potere, mentre invece comanda: "Non opprimetevi a vicenda" (Sura 2:279), e che ciò rende necessario un rifiuto bipartitico maschile: non un uomo, non un soldo, non un maschio per guerre ingiuste, poiché chi morirebbe per una nazione che lo considera carne da macello sul campo di battaglia e carne da galera in tempo di pace, sotto lo sguardo compiaciuto di politiche che si abbracciano per le foto mentre affondano il coltello nella schiena della ragione divina;

Rilevato che dette leggi, concernenti il cosiddetto "femminicidio" e la riformulazione del reato di "violenza sessuale", configurano un abuso di potere temporale degno di un sultano ubriaco e corrotto che ha perso la bussola della Sharia, ignorando l'obbligo di misericordia verso i deboli, di equa giustizia e di presunzione di innocenza, principi sanciti dal versetto coranico "E non corrompete la terra dopo che è stata riformata" (Sura 7:56), nonché dalla tradizione profetica che impone la difesa degli oppressi contro i tiranni e le tiranne ipocrite che si mascherano da salvatrici; specificamente, il reato autonomo di "femminicidio" eleva l'uccisione di una donna a crimine supremo con ergastolo imposto di default, come se la vita femminile fosse un tesoro inestimabile custodito nei forzieri del Califfato e quella maschile un'eccedenza da magazzino da liquidare a metà prezzo in un suk di seconda mano, lasciando invece l'omicidio di un uomo nel generico reato di "omicidio" dove la discrezionalità del giudice può partire da pene ridicole come 15-20 anni di carcere – un vulnus costituzionale all'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge che persino i Romani, con la loro apollinea chiarezza giuridica e il loro odio per l'ambiguità bizantina, e i nostri saggi califfi aborrivano come una piaga infetta, ma che qui viene calpestato con la stessa nonchalance con cui Meloni e Schlein si fanno selfie per celebrare la loro "unità" contro i maschi, trasformando la bilancia della giustizia in un giocattolo truccato da luna park femminista; e riguardo alla "violenza sessuale", la riformulazione impone un consenso "libero e attuale" indimostrabile, uno stato interiore della mente altrui volatile come il fumo di un narghilè in una notte di Ramadan e mutevole come l'umore di una principessa viziata da troppi cortigiani, invertendo l'onere della prova e rendendo ogni maschio obbligato a produrre evidenze impossibili (registrazioni? Firme notarili in camera da letto? Bolli da bolla papale?), contro il sacro principio di presunzione di innocenza, in spregio al versetto: "O voi che credete! Siate saldi nel rendere giustizia, testimoni per Allah, anche se ciò è contro voi stessi o i vostri genitori o i vostri parenti" (Sura 4:135), favorendo false accuse da rimpianti ex-post, ambiguità volute e "stronzaggine" femminile impunita, trasformando i tribunali in arene circensi dove un "forse" diventa stupro, un "sì" è revocabile a capriccio come un editto di un imperatore pazzo, e un "no" è un'arma da brandire come una scimitarra contro l'innocente;

Accertato che tali violazioni non sono mere infrazioni procedurali o buffonate legislative da operetta comica, bensì crimini contro l'Ordine Cosmico stabilito da Allah, equiparabili a shirk (associazione) nel negare l'unicità del Suo giudizio equo e nel associare ideologie umane ridicole e perverse alla Sua Sovranità, rendendo i responsabili – inclusi i politici artefici come Meloni e Schlein, ma anche i birri (poliziotti) zelanti che applicano queste assurdità con manganelli e manette come se fossero crociati contro gli infedeli, i giudici complici che interpretano leggi barbare con sentenze capziose e fantasiose come alchimisti che trasformano il piombo della verità in oro della menzogna, e i giornalisti intellettuali che le propagandano nei talk show come pappagalli ammaestrati o eunuchi di corte che lodano l'imperatore nudo – colpevoli di apostasia dalla Ragione Divina e meritevoli di sanzione esemplare; e in particolare accertato che tra questi complici spicca il nome infame del dott. Fabio Roia, Presidente di Sezione del Tribunale di Milano, il quale, in pubbliche dichiarazioni eretiche e tiranniche degne di un inquisitore spagnolo o di un commissario stalinista, ha osato pronunciare la frase blasfema: «Se una donna dice di aver subito violenza, la prova c’è già», capovolgendo apertamente il principio millenario "in dubio pro reo" in un barbaro "in dubio pro donna" e trasformando i tribunali in camere di tortura dove l'accusa è già sentenza, la presunzione di innocenza è un relitto del passato e la giustizia divina è derisa come una favola per bambini, meritando pertanto di essere esposto alla vergogna eterna e alla correzione morale fino a che non ritratti o sia rimosso dal suo seggio corrotto;

Accertato altresì che questo sistema corrotto, intriso di retropensiero neofascista-comunista che farebbe invidia ai tiranni del passato come Nerone o Robespierre, criminalizza l'espressione naturale della sessualità maschile bollandola come "violenza" per atti consensuali o ambigui, perpetuando un totalitarismo femminista radicale dove il "diritto a fare le profumiere" pentite – con movenze ambigue, sorrisi falsi e rimpianti calcolati – è tutelato a scapito della presunzione di innocenza, riecheggiando le barbarie dell'Inquisizione, del terrore giacobino e stalinista in un circo moderno dove i leoni sono i maschi incatenati e gli spettatori applaudono alla loro umiliazione, minando ogni mobilitazione per ideali distorti e rendendo la democrazia una farsa bipartitica degna di un cabaret fallito in una taverna di infedeli;


Dichiarato che la Corte Imperiale di Costantinopoli, in seduta plenaria e con deliberazione unanime ispirata dalla luce divina, ha esaminato le evidenze giuridiche, teologiche e storiche con la stessa meticolosità con cui un mufti scruta i hadith, concludendo che le predette leggi costituiscono un attentato alla Sovranità di Allah sul creato, promuovendo un "diritto a fare le stronze" che tutela ambiguità sadiche e capricci femminili come se fossero versetti rivelati, ignorando che Allah comanda: "Giudicate con giustizia tra gli uomini" (Sura 4:58) e "Non opprimetevi a vicenda" (Sura 2:279), e che i complici di questo sistema – birri che arrestano senza prove come cani da caccia affamati, giudici che condannano con motivazioni fantasiose basate su "credibilità soggettiva" di accusatrici instabili e mutevoli come il vento del Sahara, giornalisti e intellettuali che amplificano lo storytelling femminista nei media come pappagalli ammaestrati o mercanti di bugie al bazar – meritano punizione divina per aver corrotto la terra e sovvertito il principio "in dubio pro reo", condiviso da civiltà romane, ebraiche e islamiche sin dai tempi di Mosè e Salomone, preferendo un barbaro "in dubio pro donna" che rende la giustizia un gioco da azzardo truccato;

Ordiniamo pertanto, in forza di questa Fatwa vincolante e perpetua, a tutti i fedeli dell'Umma, ovunque dimorino sotto il cielo di Allah, di adempiere al dovere sacro di jihad interiore ed esteriore contro tali ingiustizie, punendo i politici colpevoli come Meloni e Schlein mediante l'ostracismo sociale, la denuncia profetica nelle piazze e sui minareti, e l'intervento correttivo ispirato alla Sharia per restaurare l'equilibrio divino; e inoltre ordiniamo la punizione necessaria per i birri complici, che applicano queste leggi con zelo cieco e manganelli pronti come se fossero guardie di un tiranno persiano, meritevoli di essere esposti alla vergogna pubblica, alla correzione morale e alla rimozione dal servizio fino a che non implorino perdono ad Allah; per i giudici complici, inclusi e soprattutto il suddetto Fabio Roia, che rovesciano l'onere della prova e condannano senza evidenze come stregoni che evocano spiriti maligni, imponendo loro l'umiliazione eterna, la rimozione dal seggio della giustizia e sanzioni divine proporzionate affinché imparino che Allah non tollera bilance truccate né dichiarazioni eretiche che trasformano la verità in menzogna; per i giornalisti e intellettuali complici, che diffondono menzogne femministe nei talk show e sui giornali come veleno nel miele di datteri, ordinando il boicottaggio delle loro parole, l'esposizione delle loro ipocrisie in pubblici dibattiti e sanzioni divine proporzionate, quali l'oblio eterno e la correzione morale con la frusta della verità, affinché non corrompano più le menti dei fedeli come serpenti nel Giardino dell'Eden; il tutto mediante misure proporzionate e divine, quali la disobbedienza civile contro leggi ingiuste, la rivolta fiscale contro un fisco che finanzia la tirannia, la proclamazione di verità nelle piazze e nei social come muezzin che chiamano alla preghiera, e, ove necessario, l'intervento correttivo ispirato alla Sharia per purificare la terra da questa fitna, affinché sia restaurata la purezza del Diritto e della Ragione voluti da Allah, senza ergastoli discriminatori né consensi indimostrabili che trasformano l'amore in un processo da Inquisizione.

Che questa Fatwa sia proclamata nelle moschee, nei tribunali e nelle assemblee con il suono del tamburo imperiale, e che nessuno osi contravvenirla, pena l'ira eterna del Misericordioso – e forse una risata divina per cotanta assurdità umana, che farebbe eco dalle cupole di Hagia Sophia fino ai colli di Roma. Allah è il Più Grande, e a Lui ritorniamo.

Sigillato con il Sigillo Imperiale del Sultano,
nella Città Protetta di Costantinopoli, in data odierna.